L’anello della Val Alba: allenamento nel cuore selvaggio dell’Ultra 120
Quindici chilometri e mezzo e quasi 1.300 metri di dislivello nella Riserva naturale della Val Alba: il Rifugio Vualt, il Bivacco Bianchi, la traversata verso Forcella Fonderiis. Un anello con due anime, sugli stessi sentieri che l’Alpe Adria Ultra 120 percorre nel suo tratto più remoto.
Anello della Val Alba – Vualt, Bianchi, Fonderiis
Un giro selvaggio e sorprendentemente ben tenuto sopra Moggio Udinese, nel territorio della Riserva naturale regionale della Val Alba.
Dal parcheggio al Bivacco Bianchi
Si parte dal parcheggio della Val Alba, a 1.065 metri, sopra Moggio Udinese. Si imbocca il CAI 450, ci si raccorda ai sentieri 428a e 428 e si sale verso il Rifugio Vualt, a quota 1.168. Da qui il CAI 428 continua fino al Bivacco Giuseppe Bianchi, a 1.712 metri.
Tutta questa prima parte è in condizioni eccellenti: i sentieri della Riserva naturale regionale della Val Alba sono tenuti alla perfezione e il Bivacco Bianchi è una delle mete più frequentate della zona. Si sale nel bosco, poi su cenge intagliate nella roccia e pendii aperti, con le pareti della valle che si alzano tutt’intorno.
Dal Bianchi a Forcella Fonderiis: la traversata
Dal bivacco si segue il CAI 425 in direzione di Forcella Fonderiis, a circa 1.800 metri. È il tratto da non sottovalutare: sulla carta sembra quasi una traversata in quota, sul terreno è un’altra cosa. Discese e risalite continue che, messe insieme, valgono circa 300 metri di dislivello positivo prima della forcella.
Il terreno diventa decisamente alpino: fondo instabile, ghiaie, pietre, attraversamenti di impluvi e lunghi passaggi a mezza costa. Alcuni punti sono esposti, altri toccati da piccoli cedimenti o tratti franati, in particolare nella zona delle Tieris Rossis e del canalone del Rio Fonderiis.
Più in alto il versante può scaricare sassi: meglio non fermarsi sotto i tratti più ripidi e tenere d’occhio eventuali animali sopra di voi. Con pioggia o terreno bagnato i traversi più instabili chiedono ancora più prudenza.
La deviazione al Ricovero Sot Cretis
Dalla forcella parte anche una breve deviazione verso le rovine del Ricovero Sot Cretis, un ricovero militare della Grande Guerra. È la stessa deviazione che percorre la gara: andata e ritorno dalla forcella sono circa 4 km, con 300 metri di dislivello positivo in più. L’ultimo tratto, su una cengia stretta, è attrezzato con un corrimano in cavo.
Forcella Fonderiis, Casera Crostis e la discesa
Raggiunta la forcella si prosegue sul CAI 450A e poi sul CAI 450, passando accanto alle rovine di Casera Crostis, a circa 1.470 metri, dove comincia la lunga discesa verso il Rio Fonderiis e il Rio Alba.
Qui il percorso cambia completamente carattere. Tutta la parte bassa è tenuta in modo notevole: sentiero pulito, evidente, con l’erba sfalciata per lunghi tratti — in certi punti sembra passato un trattorino, cosa evidentemente impossibile in un ambiente così remoto. Su questi sentieri l’Ente Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie programma sfalci, decespugliamenti e sistemazioni: il risultato si vede, ed è un lavoro impressionante per luoghi così isolati.
Nel tratto finale il vecchio tracciato del CAI 450 è interrotto da una grossa frana. All’inizio sembra ancora percorribile, ma poco più avanti muore sul costone franato, dove il passaggio non è possibile. La deviazione segnalata evita il dissesto, attraversa una bella faggeta e riporta al collegamento con il 428a/428: vale circa 300 metri in più e chiude l’anello esattamente sul percorso dell’andata. Seguitela senza esitazioni.
L’anello in sei quote
Parcheggio della Val Alba
Si parte sul CAI 450, raccordandosi ai sentieri 428a e 428. Fondo curato, ritmo subito piacevole.
Rifugio Vualt
La salita scorre nel bosco e su cenge spettacolari. È la parte più frequentata e veloce dell’anello.
Bivacco Giuseppe Bianchi
Qui finisce la parte scorrevole e comincia la montagna: davanti c’è la traversata del CAI 425.
Forcella Fonderiis
Saliscendi continui, ghiaie e mezzacoste: circa 300 metri di dislivello che il profilo non racconta.
Ricovero Sot Cretis
Breve deviazione alle rovine del ricovero militare: gli stessi passi della gara, con un tratto attrezzato a cavo.
Rovine di Casera Crostis
Dalle rovine parte la lunga discesa verso il Rio Fonderiis e il Rio Alba, su sentiero sfalciato e pulito.
Foto dal percorso
L’anello della Val Alba il 30 agosto 2026: dal Vualt al Bianchi, la traversata verso Forcella Fonderiis, la deviazione al Ricovero Sot Cretis, le rovine di Casera Crostis e la faggeta della variante.
Un anello bellissimo, selvaggio e sorprendentemente ben tenuto: la parte del Vualt scorre veloce, la traversata del 425 è montagna vera.
Il terreno della Ultra 120
Tra il Bivacco Bianchi e Forcella Fonderiis l’anello ricalca il sentiero che l’Alpe Adria Ultra 120 percorre tra le basi vita di Val Aupa e Dogna, nel cuore più remoto del percorso.
Allenarsi qui significa assaggiare esattamente quel terreno: la quota, le ghiaie, i traversi, il silenzio. E capire con le gambe perché questo tratto di gara chiede rispetto e ripaga con un ambiente che in pochi conoscono.
- Scaricate la traccia GPS e tenetela disponibile offline: sulla variante della frana serve.
- Partite con acqua sufficiente per l’intero giro.
- Portate materiale adeguato all’ambiente alpino: si superano i 1.800 metri.
- Con meteo incerto o scarsa visibilità, rimandate.
- Non fermatevi sotto i tratti più ripidi, dove il versante può scaricare.
- Dopo la pioggia, i traversi tra il Bianchi e la forcella diventano molto più delicati.
Provate l’anello, poi raccontatecelo
Le due anime della Val Alba — la corsa veloce del Vualt e la montagna severa del 425 — sono un assaggio autentico dell’Alpe Adria Ultra 120. Provate il giro, inviateci le foto e condividete le vostre impressioni: questi luoghi meritano di essere vissuti e raccontati.
Questi sentieri sono percorso di gara
Tra il Bivacco Bianchi e Forcella Fonderiis corri sul tracciato dell’Alpe Adria Ultra 120: puoi allenarti qui e poi ritrovarlo in gara.