Due anelli di allenamento per scoprire il cuore della Jôf Trail e della Ultra Jôf
Arriveranno a breve le tracce GPS delle gare. Intanto vi presentiamo due anelli spettacolari e molto utili per allenarsi sui tratti chiave delle gare da 27 e 48 km, con alcune modifiche pensate per rendere l’esperienza più sicura, più logica e più bella.
Percorsi più lineari, acqua meglio distribuita, più qualità
Le gare Alpe Adria Ultra Trail, Ultra Jôf e Jôf Trail non meritano solo per la bellezza del viaggio, ma anche perché attraversano zone difficili da raggiungere e da vivere in autonomia.
Nel progetto iniziale era previsto un giro più lungo nella parte finale, con un ristoro al Rifugio Grego. Non verrà inserito perché il rifugio si trova a circa un chilometro dall’arrivo e avrebbe avuto poco senso dal punto di vista logistico.
È stato eliminato anche il passaggio a Plan dei Spadovai, che avrebbe richiesto di uscire dal percorso di gara, fare una sorta di “bastone” e rientrare, allungando il tracciato e creando una possibile confusione non necessaria.
Abbiamo deciso di non utilizzare il sentiero con il ponticello visto online, perché quella zona, soprattutto dopo l’inverno, è particolarmente instabile e presenta vegetazione importante. La variante più alta permette invece di intercettare la fonte di Malga San Leopoldo, una sorgente storicamente legata alla malga.
- Più qualità del tracciato e meno tratti inutilmente contorti.
- Passaggi più coerenti con la logica della gara.
- Punti acqua posizionati dove servono davvero.
- Maggiore attenzione alla sicurezza in caso di caldo.
Anello del Monte Schenone – Lipnik
Un giro alpino, panoramico e molto allenante: Malga Poccet, Forcella del Clap Jovel, Monte Schenone, Sella Bieliga e Malga San Leopoldo.
Il primo anello parte e arriva da Malga Poccet, a quota 1367 metri. Si raggiunge lungo una vecchia strada militare stretta, in alcuni tratti priva di guardrail: per questo motivo si raccomanda di affrontarla solo se si è abituati a guidare in montagna e, possibilmente, con auto non troppo grandi.
Una volta parcheggiato a Malga Poccet, si inizia a salire gradualmente verso la Forcella del Clap Jovel, a quota 1817 metri. Sono i primi 500 metri di dislivello positivo, su strada sterrata e sentiero molto facile.
Arrivati alla forcella, circa al km 2,8, si entra in un tratto che corrisponde, in senso opposto, a una parte del percorso di gara verso il Monte Schenone. L’anello non prevede la salita alla cima, ma consigliamo vivamente di aggiungerla: si tratta di circa 100 metri di dislivello in più, fino a quota 1949 metri, ricompensati da una vista splendida sul gruppo del Montasio, sul Monte Manca, sullo Jôf di Dogna e sulle Alpi Giulie.
Dalla cima si ritorna indietro lungo lo stesso breve tratto, per poi scendere in un canale erboso molto ripido, che in gara verrà invece percorso in salita. Si arriva quindi a un bivio che conduce a una galleria di guerra, non compresa nel tracciato di gara, e si prosegue lungo un traverso più basso rispetto a quello percorso all’andata: un tratto su ampi prati, molto panoramico e davvero suggestivo.
Verso la fine dell’anfiteatro compreso tra il Clap Jovel e il Monte Schenone, si entra in una zona di pini mughi. Il passaggio è percorribile, anche se in alcuni punti la vegetazione è invadente e sarebbe utile una pulizia del sentiero, che probabilmente verrà effettuata in vista delle prossime edizioni. Non si tratta comunque di un tratto impraticabile: bisogna solo prestare attenzione ai rami.
In questa zona esiste un sentiero più basso che porta verso Chiout, ma non verrà utilizzato in gara perché presenta alcune criticità più avanti. Bisogna invece proseguire in piano e poi leggermente verso l’alto, seguendo la traccia, fino a raggiungere un sentiero che riporterebbe nuovamente alla Forcella del Clap Jovel.
A questo punto occorre fare attenzione alla deviazione sulla destra, che conduce a una discesa su prati e bosco. Non è un tratto pericoloso, ma non è sempre evidente: si scende in modo piuttosto diretto, quasi verticale, fino alla Sella Bieliga. Qui la traccia GPS è fondamentale.
Dalla Sella Bieliga si imbocca una bella strada forestale sterrata, percorsa in senso opposto rispetto alla gara, fino a raggiungere Malga San Leopoldo. Qui si trova una fontana chiusa e coperta da lamiere, ma poco sopra è presente una sorgente utilizzabile: l’abbiamo testata direttamente e sarà un punto importante per l’approvvigionamento d’acqua anche durante la gara.
Si prosegue quindi lungo la strada sterrata fino a rientrare a Malga Poccet.
Foto dal percorso
Alcuni passaggi dell’anello del Monte Schenone – Lipnik e dei punti acqua collegati alla nuova logica di gara.
Gestione acqua sul percorso di gara
Chiout Pupin
Primo punto acqua quasi subito dopo la partenza. Bevete, riempite le borracce e ripartite con attenzione: il tratto successivo sarà molto impegnativo.
Sorgente di Malga San Leopoldo
Da Chiout Pupin a Malga San Leopoldo ci sono circa 9 km con altri 1600 metri di dislivello positivo. Si consiglia di affrontare questo tratto con almeno 1,5–2 litri d’acqua.
Chiout
Dopo Malga San Leopoldo il percorso scende verso Chiout, dove sarà presente un ristoro vero e proprio, dopo circa 7,5 km di discesa veloce su strada.
Rio Montasio
Da Chiout si scende e poi si risale verso il Rio Montasio, intercettando la parte alta del corso d’acqua, poche centinaia di metri sotto le sorgenti.
Le sorgenti si trovano in ambiente alpino e in zone dove al momento non c’è pascolo attivo, quindi presentano un buon livello di sicurezza. Chi non si sentisse sicuro può portare con sé compresse purificanti o prodotti specifici per la potabilizzazione dell’acqua, da usare seguendo le indicazioni del produttore.
È un giro meraviglioso: permette di assaggiare circa 1,5 km del tratto più aereo di gara, offre viste spettacolari sullo Jôf di Dogna e rappresenta un ottimo allenamento tecnico e fisico.
Anello di Mincigos
Una salita dura da Dogna verso Chiout Pupin e Forcella Mincigos, seguita da una discesa spettacolare nel bosco e dal passaggio nel borgo di Mincigos.
Il secondo anello di allenamento è molto bello, particolare e decisamente più impegnativo di quanto possa sembrare sulla carta.
A prima vista potrebbe sembrare un giro semplice, da completare in un’ora e mezza o due ore. In realtà non è così: è un percorso che può richiedere anche tre o quattro ore, soprattutto se affrontato con calma, se non si conosce bene la zona o se si procede con attenzione nei tratti meno evidenti.
Si parte da Dogna e si affronta subito la salita verso Chiout Pupin. Da qui si percorre il primo tratto importante della Jôf Trail / Ultra Jôf, fino alla Forcella Mincigos.
Durante la gara verranno posizionati due cordini, circa al km 3 e al km 4. Abbiamo già lasciato in loco alcune corde provvisorie in punti dove non sono indispensabili, ma dove un passamano in più può dare maggiore sicurezza.
Non si tratta di passaggi particolarmente esposti o pericolosi, ma sono comunque sentieri che in alcuni punti hanno subito piccoli cedimenti o frane. Resta quindi un giro di allenamento impegnativo, da affrontare con attenzione.
La salita è molto intensa: in circa 4 km si superano 1132 metri di dislivello positivo.
Arrivati alla Forcella Mincigos, si abbandona il percorso di gara e si inizia a scendere sulla sinistra, entrando nel bosco. Il primo tratto di discesa è poco segnato, quindi è fondamentale seguire con attenzione la traccia GPS.
La discesa attraversa una faggeta meravigliosa e regala uno dei tratti più belli dell’anello: circa 2 km di sentiero corribile in discesa, facile, molto piacevole e sorprendentemente scorrevole. È un sentiero un po’ abbandonato, ma ancora ben percorribile, davvero bello da riscoprire e da correre.
Proseguendo in discesa si raggiunge Mincigos, borgo isolato e molto scenografico, con le vecchie teleferiche e le case abbandonate o ristrutturate ai piedi del Clap Forat.
Da qui inizia un tratto di circa 1 km su sentiero meno definito. Anche in questo caso è importante seguire molto bene la traccia GPS, perché in un punto si effettua un collegamento tra il bosco e la strada sterrata, dove è facile perdere la linea corretta del sentiero.
Si prosegue fino a Prerit di Sopra. Da qui avete due possibilità: percorrere circa 1,5 km di ciclabile, prestando attenzione, oppure scendere direttamente sulla strada più bassa, che corre lungo il Fella. Questa seconda opzione segue una strada a fondo cieco, non trafficata, che consente di rientrare in modo tranquillo.
- Salita diretta e molto intensa da Dogna verso Forcella Mincigos.
- Tratti collegati al sentiero CAI 602 e alla zona del Clap Forat.
- Discesa in faggeta, corribile e spettacolare.
- Passaggio nel borgo di Mincigos e rientro verso Prerit di Sopra.
Un giro intenso e molto vario: salita dura e diretta, discesa spettacolare nel bosco, borghi isolati e tratti poco frequentati che rendono l’esperienza autentica e suggestiva.
Consigli pratici prima di partire
Questi anelli sono bellissimi, ma non vanno sottovalutati: sono percorsi alpini, con tratti ripidi, passaggi poco evidenti e sezioni dove la traccia GPS è indispensabile.
- Scaricate la traccia GPS e controllate di averla disponibile offline.
- Partite con acqua sufficiente, soprattutto nei tratti tra Chiout Pupin e Malga San Leopoldo.
- Portate con voi materiale adeguato all’ambiente alpino e alla quota.
- Non affrontate questi percorsi con meteo incerto o scarsa visibilità.
- Prestate attenzione ai tratti erbosi ripidi, ai mughi e ai passaggi meno marcati.
- Se non siete abituati a bere da sorgenti o corsi d’acqua, portate prodotti per la potabilizzazione.
Vi invitiamo a provare i percorsi, a inviarci le foto, a taggarci e a condividere con noi le vostre opinioni. Questi sentieri e questi luoghi sono meravigliosi e meritano di essere riscoperti, vissuti e raccontati.
Fermatevi a Malga Poccet: si mangia benissimo, con ottimo frico, gnocchetti con ricotta salata e dolci fatti in casa. È un modo concreto per supportare chi vive e fa vivere la nostra montagna.
Provate gli anelli, raccontateci la vostra esperienza
Le tracce GPS ufficiali delle gare arriveranno a breve. Nel frattempo questi due percorsi sono un ottimo modo per conoscere la Val Dogna, allenarsi sui tratti chiave e iniziare a entrare nello spirito della Jôf Trail e della Ultra Jôf.