Tratto per tratto
La descrizione integrale dell’anello dell’Alpe Adria Ultra e del percorso della Jôf Trail: sentieri CAI, malghe, forcelle e borgate tra la Val Saisera, Passo Pramollo, la Val Alba e la Val Dogna.
Kile Alpine Resort – Valbruna – Malborghetto – Passo Pramollo – Val Aupa – Val Alba – Dogna – Jôf di Dogna – Sella Bieliga – Rifugio Fratelli Grego – Kile Alpine Resort
Questa pagina racconta il percorso passo dopo passo, nell’ordine in cui lo incontrano i concorrenti. Alpe Adria Ultra 120 percorre l’intero anello. Jôf Trail 31 ne corre la seconda parte, da Dogna al Kile Alpine Resort: la trovi più in basso. Montasio 55 segue nella prima parte il percorso della Jôf Trail e sale poi al Svete Višarje.
Il percorso di gara è segnalato dall’organizzazione con nastri, frecce, gesso ecologico e catarifrangenti. Nei principali incroci e nei cambi di direzione la segnalazione è rafforzata, mentre i catarifrangenti consentono di seguire il tracciato anche durante le ore notturne.
Le tappe del racconto
L’anello dell’Ultra — dal Kile a Dogna
La Jôf Trail — da Dogna al Kile
L’anello dell’Alpe Adria Ultra
L’Alpe Adria Ultra si sviluppa lungo un grande itinerario ad anello con partenza e arrivo al Kile Alpine Resort, nel cuore della Val Saisera. Il percorso collega la Val Canale, le Alpi Carniche orientali, la Val Aupa, la Val Alba, il Canal del Ferro e la Val Dogna, per rientrare infine nelle Alpi Giulie attraverso lo Jôf di Dogna, la Sella Bieliga, il Laghetto di Sompdogna e il Rifugio Fratelli Grego.
È un itinerario alpino lungo, complesso e straordinariamente vario, nel quale si alternano strade forestali, piste di servizio alle malghe, antiche mulattiere militari, sentieri boschivi, traversi in quota, dorsali panoramiche, pendii erbosi, canaloni detritici, tratti rocciosi e collegamenti storici tra vallate oggi raramente percorsi nella loro interezza.
L’anello attraversa ambienti molto differenti tra loro: i grandi boschi della Val Saisera e della Foresta di Tarvisio, le malghe della Val Canale, il territorio di Passo Pramollo, le conche prative della Catena Carnica, gli ambienti isolati della Val Alba, le antiche borgate della Val Dogna e le mulattiere militari dello Jôf di Dogna.
Il percorso di gara è segnalato dall’organizzazione con nastri, frecce, gesso ecologico e catarifrangenti, utilizzati in modo differenziato in base al terreno e alle condizioni di visibilità. Nei principali incroci e nei cambi di direzione la segnalazione è rafforzata, mentre i catarifrangenti consentono di seguire il tracciato anche durante le ore notturne.
01 Dal Kile Alpine Resort a Valbruna
La partenza avviene presso il Kile Alpine Resort, nella parte inferiore della Val Saisera, all’interno della grande Foresta di Tarvisio. Il primo tratto permette di lasciare gradualmente l’area del Race Hub seguendo piste forestali, sentieri locali e alcuni segmenti della rete CAI che collegano la Val Saisera con Valbruna.
Il percorso utilizza tratti del CAI 616, itinerario che collega Valbruna alla parte interna della Val Saisera, e del CAI 508a, collegamento tra Camporosso, Valbruna e il fondovalle della Saisera. Si incontrano inoltre piste appartenenti al sistema del Sentiero degli Alberi di Risonanza, itinerario che attraversa i boschi di abete rosso della valle alternando sentieri, mulattiere e strade forestali.
Il terreno è prevalentemente corribile. Il fondo alterna sterrato compatto, brevi tratti erbosi, sentieri nel bosco e larghe piste forestali. Le pendenze sono generalmente moderate e permettono di entrare progressivamente nel ritmo della gara.
Il paesaggio è quello tipico della Val Saisera, con grandi abetaie, radure, torrenti e scorci sulle pareti settentrionali del gruppo del Montasio. La successione di piste e sentieri accompagna i concorrenti verso Valbruna, posta a circa 800 metri di quota.
Raggiunta Valbruna, il percorso cambia nettamente direzione e comincia la prima salita significativa dell’anello.
02 Da Valbruna a Malga Rauna e Cappella Zita
Da Valbruna si imbocca il CAI 607, seguendo inizialmente una strada forestale che sale con ampi tornanti nel bosco.
La prima parte della salita si sviluppa su fondo largo e regolare. Successivamente il sentiero utilizza tratti più diretti che tagliano alcuni tornanti della forestale, aumentando progressivamente la pendenza.
Il percorso attraversa un ambiente prevalentemente boschivo, caratterizzato da abeti, faggi e radure che permettono di osservare la Val Canale dall’alto. Il fondo alterna sterrato, terra battuta, radici e brevi segmenti più ripidi.
Si raggiunge quindi Malga Rauna, collocata in una conca prativa aperta all’interno del bosco. La malga rappresenta uno dei primi punti panoramici del percorso e introduce a un settore ricco di testimonianze storiche legate alla viabilità militare della Val Canale.
Poco oltre si passa in prossimità della Cappella Zita, piccolo edificio religioso legato alla presenza austro-ungarica nella zona. Le montagne tra Valbruna, Malborghetto e la Val Dogna conservano infatti numerose strade, mulattiere, postazioni e costruzioni realizzate durante la Prima guerra mondiale.
Continuando sul 607 si raggiunge il raccordo con il CAI 606. Da qui il percorso cambia versante e prosegue verso Malga Strechizza.
03 Da Cappella Zita a Malga Strechizza e Malborghetto
Il percorso raggiunge Malga Strechizza, posta a circa 1.359 metri di quota, attraverso un settore nel quale si alternano prati, bosco e viabilità forestale.
Dalla malga comincia la lunga discesa verso Malborghetto lungo il CAI 606. Il tracciato segue prevalentemente una mulattiera e una strada forestale che scendono nel vallone del Rio Ranco.
Il fondo è generalmente compatto e veloce nei tratti più larghi, ma presenta anche pietre mobili, radici, canalette di scolo e segmenti con pendenza più marcata. La discesa richiede quindi una corsa controllata, soprattutto dopo la pioggia e nei tratti più ombreggiati.
Procedendo verso il fondovalle, il bosco diventa più fitto e la pendenza diminuisce gradualmente. Il percorso raggiunge infine Malborghetto, storico centro della Val Canale situato a circa 715 metri di quota.
L’attraversamento dell’abitato segna il passaggio dalla prima grande salita e discesa dell’anello a una lunga traversata verso Passo Pramollo.
04 Da Malborghetto a Ciurciule
Attraversato Malborghetto, il percorso imbocca il CAI 503 e comincia a risalire il vallone di Malborghetto.
La salita si svolge in un ambiente appartato, inizialmente lungo una strada forestale e successivamente su mulattiera e sentiero. Il tracciato segue il fondovalle, attraversando diversi impluvi e corsi d’acqua secondari.
Salendo, la valle si restringe progressivamente. Il terreno alterna fondo compatto, pietre, radici e tratti modellati dal passaggio dell’acqua. La vegetazione è prevalentemente boschiva e garantisce lunghi segmenti ombreggiati.
Il percorso raggiunge la piana di Ciurciule, collocata a poco più di 1.000 metri di quota. Qui si supera il caratteristico ponte sospeso, uno dei passaggi più riconoscibili dell’intero itinerario.
Dopo il ponte si passa nei pressi del Rifugio forestale di Ciurciule e si raggiunge il bivio tra i sentieri CAI 503 e 504, posto a circa 1.084 metri di quota.
05 Da Ciurciule a Sella Clinach
Da Ciurciule il percorso imbocca il CAI 504 e comincia a salire lungo una strada forestale verso Sella Clinach.
La salita è costante e si sviluppa prevalentemente nel bosco. Il fondo alterna strada forestale, terreno naturale, ruscellamenti e piccoli attraversamenti di impluvi. La pendenza permette una progressione regolare, anche se l’ascesa si prolunga per diversi chilometri.
Sella Clinach, posta a circa 1.441 metri, rappresenta un importante cambio di versante. Il passo collega il bacino di Ciurciule con quello del Rio Bianco e apre la strada verso Malga Biffil e il settore di Pramollo.
Dalla sella il percorso lascia la parte più larga della forestale e procede a mezza costa, tagliando il costone boscoso. Il sentiero attraversa alcuni solchi torrentizi e presenta un fondo più stretto e irregolare, con radici, pietre e brevi passaggi scavati nel pendio.
Questo tratto offre un ambiente particolarmente selvaggio e silenzioso, lontano dagli abitati e dalle principali vie di accesso.
06 Da Sella Clinach al Rio Bianco
Superata Sella Clinach, il percorso perde quota verso il Rio Bianco.
La discesa si sviluppa su sentiero boschivo con pendenze marcate. Il fondo alterna terra, pietre, radici e brevi tratti più scorrevoli. La vegetazione rimane fitta e l’ambiente conserva un carattere isolato.
Il percorso raggiunge il Ponte della Chiusa, situato a circa 1.099 metri di quota, dove attraversa il Rio Bianco.
Il torrente rappresenta il punto più basso compreso tra Sella Clinach e il successivo settore di Malga Biffil. Dopo l’attraversamento comincia infatti una nuova e consistente salita.
07 Dal Rio Bianco a Malga Biffil
Dal Ponte della Chiusa il percorso risale il versante opposto seguendo il CAI 504.
La salita attraversa inizialmente il bosco con pendenze sostenute. Il fondo è composto da terreno naturale, radici, pietre e segmenti più ripidi nei quali il sentiero guadagna rapidamente quota.
Uscendo progressivamente dal bosco, il tracciato raggiunge il pianoro di Malga Biffil, collocato a circa 1.644 metri.
L’arrivo alla malga introduce una parte più aperta e panoramica. Il terreno alterna prati, tracce di alpeggio, mulattiere e brevi saliscendi. Lo sguardo si apre sulle dorsali circostanti e sulle vaste aree boschive attraversate in precedenza.
Malga Biffil rappresenta uno dei punti più elevati della lunga traversata tra Malborghetto e Passo Pramollo.
08 Da Malga Biffil a Punta Lonas e Malga Cerchio
Proseguendo sul CAI 504, il percorso passa sotto la Punta Lonas e continua verso Malga Cerchio.
Il settore alterna tratti aperti e segmenti boschivi. Il fondo varia tra sentiero erboso, strada forestale, terreno umido e pietre affioranti. I numerosi saliscendi interrompono la continuità della corsa e rendono questa sezione fisicamente impegnativa anche in assenza di grandi dislivelli concentrati.
Il passaggio sotto Punta Lonas permette di attraversare uno degli ambienti più tranquilli della zona, caratterizzato da ampi pascoli e da una rete di vecchie strade utilizzate per le attività forestali e di alpeggio.
Si raggiunge quindi Malga Cerchio, posta a circa 1.639 metri di quota.
Da Malga Cerchio il sentiero sale verso una sella quotata circa 1.697 metri, uno dei punti più elevati di questa parte dell’anello. Dopo la sella il percorso comincia a scendere verso il sistema di strade forestali che conduce al comprensorio di Pramollo.
09 Da Malga Cerchio a Sella Carnizza
Superata la sella, il tracciato continua sul CAI 504 e condivide per un breve tratto la viabilità con il CAI 501.
Il percorso attraversa il settore sottostante Sella Carnizza, muovendosi tra boschi, radure e piste forestali.
Il fondo è prevalentemente costituito da strada forestale e mulattiera, con brevi saliscendi e alcuni segmenti più scorrevoli. Le pendenze sono generalmente moderate, ma la successione di cambi di ritmo mantiene elevato l’impegno fisico.
La zona di Sella Carnizza segna l’avvicinamento alla conca di Pramollo e alle malghe poste lungo il confine tra Italia e Austria.
10 Da Sella Carnizza a Casera For e Casera Auernig
Il percorso raggiunge Casera For e prosegue quindi verso Casera Auernig, situata a circa 1.609 metri di quota.
Questo tratto si sviluppa prevalentemente su larga strada forestale e mulattiera. Il terreno è più regolare rispetto alle sezioni precedenti e permette una corsa maggiormente continua.
L’ambiente alterna pascoli, boschi e ampie visuali verso il comprensorio di Passo Pramollo. Le casere testimoniano l’antica attività di alpeggio che caratterizza l’intera zona.
Da Casera Auernig il percorso scende lungo una strada in parte cementata, raggiungendo progressivamente il settore del passo.
11 Passo Pramollo, Laghetto di Pramollo e Gallo Forcello
Il percorso raggiunge il Passo Pramollo, posto a 1.528 metri di quota, valico internazionale tra Italia e Austria.
Passo Pramollo è uno dei punti più conosciuti dell’intero itinerario. La zona è caratterizzata da ampi prati, laghetti alpini, malghe, piste e rilievi che superano i 2.000 metri.
Il tracciato passa nei pressi del Laghetto di Pramollo e raggiunge l’area del Gallo Forcello, dove è previsto un punto di ristoro.
Dopo il lungo tratto compreso tra Malborghetto e il passo, il ristoro rappresenta un punto importante per il rifornimento e la gestione della gara.
Dal Gallo Forcello il percorso utilizza sentieri e collegamenti locali che conducono verso il CAI 433 e la successiva traversata in direzione di Sella Pridola.
12 Dal Gallo Forcello al CAI 433
Lasciata l’area del ristoro, il percorso si allontana dal comprensorio del passo e raggiunge il CAI 433.
Il terreno alterna sentieri erbosi, strade militari, brevi segmenti boschivi e fondo pietroso. La progressione avviene lungo un ambiente aperto, con ampie visuali sulle montagne circostanti.
Il CAI 433 attraversa il versante del Monte Malvuerich lungo una vecchia mulattiera militare. Nell’area sono ancora presenti numerose testimonianze delle opere realizzate durante i conflitti mondiali.
La strada militare offre diversi tratti regolari, interrotti da segmenti più stretti e da passaggi su pietre affioranti.
13 Da Monte Malvuerich a Sella Pridola
Il percorso prosegue lungo il CAI 433 e raggiunge Sella Pridola, posta a circa 1.644 metri di quota.
Sella Pridola è un valico panoramico collocato tra il settore di Pramollo e la Conca di Pricot. In questo punto il tracciato interseca l’Alta Via CAI Pontebba.
L’ambiente è prevalentemente aperto e offre una visuale ampia sulle dorsali delle Alpi Carniche orientali.
Il terreno alterna mulattiera militare, sentiero erboso e fondo pietroso. La pendenza varia continuamente, con brevi risalite e tratti di discesa.
Dalla sella comincia una discesa inizialmente più ripida, che diventa progressivamente regolare avvicinandosi alla Conca di Pricot.
14 Da Sella Pridola alla Conca di Pricot
Il percorso si raccorda al CAI 432, itinerario che collega il settore di Sella Pridola e della Val Pontebbana con la Conca di Pricot.
La discesa attraversa boschi, radure e vecchie piste. In alcuni punti il sentiero è stretto e intagliato sul pendio, mentre nella parte inferiore diventa una carrareccia più larga.
Il fondo alterna terra, erba, pietre e brevi tratti di strada forestale. La discesa permette di perdere progressivamente quota senza abbandonare il carattere alpino dell’itinerario.
Il percorso entra quindi nell’ampia Conca di Pricot, conosciuta anche come Prihat Alm, situata attorno ai 1.300 metri di quota.
La conca è caratterizzata da prati, stavoli, vecchi edifici rurali e pendii boscosi. Il terreno diventa più regolare e corribile, alternando piste erbose, carrarecce e brevi segmenti sterrati.
15 Dalla Conca di Pricot alla strada del Cason di Lanza
Dalla Conca di Pricot il percorso continua lungo il CAI 432 in direzione del fondovalle.
La parte inferiore dell’itinerario utilizza una combinazione di sentiero e carrareccia. Il bosco torna progressivamente più fitto e le pendenze diventano moderate.
Il tracciato raggiunge la strada diretta al Passo del Cason di Lanza, in prossimità del civico 64.
L’attraversamento della strada è presidiato dall’organizzazione. Dopo l’attraversamento, il percorso entra nel settore di Studena Bassa.
16 Da Studena Bassa a Casera Glazzat
Da Studena Bassa il percorso comincia a risalire verso il complesso di Casera Glazzat.
Il collegamento utilizza strade forestali, viabilità locale e tratti del CAI 434. Il fondo alterna asfalto locale, strada cementata, sterrato e piste forestali.
La salita è generalmente regolare. Alcuni segmenti del sentiero tagliano i tornanti della strada e presentano una pendenza maggiore, mentre le parti su forestale permettono una progressione più continua.
Il percorso raggiunge dapprima Casera Glazzat Bassa, situata attorno ai 1.155 metri, e continua quindi verso Casera Glazzat Alta, posta a circa 1.350 metri di quota.
La parte alta attraversa radure e pascoli. L’ambiente si apre progressivamente, offrendo visuali sulle montagne della Val Aupa e sulle dorsali che separano questo settore dalla Val Alba.
17 Da Casera Glazzat a Frattis
Da Casera Glazzat il percorso segue il CAI 434 in discesa verso Frattis.
Nella parte alta il sentiero attraversa il boscoso Cuel des Jerbis e alterna pista forestale, sentiero e tratti su terreno prativo.
Più in basso la pendenza aumenta. Il fondo è composto da terra, foglie, radici e pietre, con segmenti che richiedono una discesa controllata.
Il percorso raggiunge la località Frattis, posta a circa 900 metri di quota, e passa nei pressi dell’edificio dell’ex colonia alpina.
Riserva naturale regionale della Val Alba
Il percorso entra nella Riserva naturale regionale della Val Alba, area protetta istituita nel 2006 e gestita dall’Ente Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. Estesa per quasi 3.000 ettari nel territorio di Moggio Udinese, la Riserva occupa una posizione naturalistica particolarmente preziosa, nella zona di transizione tra Alpi e Prealpi e tra Alpi Carniche e Giulie. Rilievi aspri, valloni profondi, creste rocciose, acque cristalline, faggete, lariceti e conche alpine formano un mosaico di ambienti ancora integro, silenzioso e quasi completamente disabitato. La particolare collocazione geografica favorisce una biodiversità straordinaria, con numerose specie vegetali e animali tipiche di ambienti alpini differenti e con la presenza di rapaci, ungulati e grandi carnivori. Una parte del territorio rientra inoltre nella rete europea Natura 2000.
Attraversare questo ambiente rappresenta un privilegio e richiede un comportamento particolarmente responsabile: è obbligatorio seguire esclusivamente il percorso segnalato dall’organizzazione, evitando scorciatoie e uscite dal tracciato; tutti i rifiuti, come previsto lungo l’intero percorso di gara, devono essere sempre conservati dal concorrente fino ai punti di raccolta o all’arrivo, prestando in questa zona un’attenzione ancora maggiore affinché nessun involucro, gel, fazzoletto o residuo alimentare venga disperso nell’ambiente. È vietato raccogliere fiori, piante, rocce o altri elementi naturali ed è necessario evitare rumori inutili e qualsiasi comportamento che possa disturbare la fauna. I corsi d’acqua non devono essere contaminati con alimenti, detergenti o altri residui. Ogni concorrente è chiamato ad attraversare la Val Alba con rispetto, lasciando intatto un territorio la cui bellezza risiede proprio nel suo carattere selvaggio, nella continuità degli ambienti naturali e nella loro eccezionale integrità. Informazioni ufficiali e approfondimenti sono disponibili sul sito dell’Ente Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie: parcoprealpigiulie.it.
18 Da Frattis alla Forcella della Pecora
Da Frattis il tracciato entra nel vallone del Gleris e comincia una delle salite più impegnative dell’intero anello.
Il percorso imbocca il CAI 430, che collega il settore della Val Aupa e del Gravon di Gleris con la Forcella della Pecora.
Il sentiero sale da circa 900 metri fino ai 1.827 metri della forcella, affrontando quasi 930 metri di dislivello positivo.
La prima parte della salita si svolge nel bosco, su sentiero stretto e ripido. Il fondo alterna terra, radici, pietre e alcuni brevi tratti più regolari.
Salendo, la vegetazione si dirada e il terreno diventa progressivamente più aperto e detritico.
La parte superiore segue un canalone ghiaioso con pendenza sostenuta. Il fondo è composto da ghiaia, pietre mobili e detrito, imponendo una progressione attenta e regolare.
La Forcella della Pecora è uno stretto intaglio posto tra la Cima del Muini e la Cima della Pecora.
Raggiungere la forcella significa entrare nel cuore della Riserva naturale regionale della Val Alba e in uno dei settori più selvaggi dell’intero percorso.
19 Dalla Forcella della Pecora a Casera Chiavals
Dalla Forcella della Pecora il percorso segue il CAI 425 lungo gli alti versanti del gruppo del Gleris, del Russèi e del Monte Chiavals.
Il sentiero attraversa pendii erbosi, mughi, affioramenti rocciosi e canaloni, mantenendosi in un ambiente alpino aperto e panoramico.
Il fondo alterna sentiero erboso, terreno naturale e brevi tratti rocciosi. La successione di saliscendi richiede una gestione attenta delle energie.
Il percorso procede verso la conca di Casera Chiavals, antica area di pascolo situata ai piedi delle montagne della Val Alba.
La conca è caratterizzata da ampi prati e da un ambiente completamente isolato, lontano da strade e centri abitati.
20 Casera Chiavals e Bivacco Giuseppe Bianchi
Il percorso raggiunge il Bivacco Giuseppe Bianchi, posto a circa 1.712 metri di quota su un piccolo dosso ai margini della conca di Casera Chiavals.
Il bivacco è stato ricostruito nel 2018 e rappresenta uno dei principali punti di appoggio per le traversate nel gruppo dello Zuc dal Bôr e del Monte Chiavals.
Il terreno attorno al bivacco alterna prati alpini, mulattiera militare, sentiero su terra e brevi tratti rocciosi.
L’ambiente è aperto e spettacolare, con visuali sulle cime della Val Alba e sui profondi valloni attraversati dal percorso.
Il Bivacco Bianchi costituisce uno dei passaggi più rappresentativi dell’Alpe Adria Ultra, sia per l’isolamento del luogo sia per il carattere autenticamente alpino del paesaggio.
21 Dal Bivacco Bianchi a Forcella Fonderis
Dal Bivacco Bianchi il percorso continua sul CAI 425 verso Forcella Fonderis.
Si tratta di una lunga traversata in quota lungo antiche mulattiere militari. Il tracciato alterna saliscendi, passaggi a mezza costa e attraversamenti di impluvi.
Il fondo è più tecnico rispetto alle piste forestali incontrate nella prima parte dell’anello. Si alternano tracce erbose, terreno ghiaioso, pietre e tratti modellati dall’acqua.
La traversata si sviluppa in un ambiente aperto, con lunghi segmenti esposti al sole e al vento.
Raggiunta Forcella Fonderis, il percorso cambia nuovamente versante e prosegue verso il settore del Ricovero Sot Cretis.
22 Da Forcella Fonderis al Ricovero Sot Cretis
Superata Forcella Fonderis, il percorso continua sul CAI 425 lungo un sistema di antiche mulattiere militari.
Il terreno alterna sentiero su terra, tratti ghiaiosi, pendii erbosi e brevi sezioni rocciose.
Si raggiunge quindi il Ricovero Sot Cretis, posto a circa 1.537 metri di quota.
La struttura, di origine militare, si trova in una posizione isolata lungo la traversata tra la Val Alba e il settore di Cueste Mauron.
Il passaggio presso Sot Cretis introduce a un tratto caratterizzato da valloni boscosi, crinali secondari e antichi collegamenti tra gli stavoli della Val Dogna e le alte conche della Val Alba.
23 Dal Ricovero Sot Cretis a Cueste Mauron
Dal Ricovero Sot Cretis il percorso imbocca il CAI 425a.
Il tracciato procede inizialmente in traversata e raggiunge il valico di Cueste Mauron, posto a circa 1.540 metri di quota.
Il terreno alterna sentiero a mezza costa, tratti boschivi e brevi passaggi su fondo irregolare.
Cueste Mauron rappresenta un punto di passaggio tra il settore della Val Alba e il vallone di Costa Sgueire.
Da qui il percorso comincia gradualmente a perdere quota, entrando in un ambiente boschivo e appartato.
24 Da Cueste Mauron a Forc Pedot
Da Cueste Mauron il percorso entra nel vallone di Costa Sgueire, alternando brevi risalite e discese.
Il sentiero attraversa un ambiente boschivo e presenta un fondo composto da terra, pietre, radici e tratti modellati dall’erosione.
Seguendo il crinale e i versanti del vallone si raggiunge Forc Pedot, posta a circa 1.230 metri di quota.
Il settore comprende un tratto ripido in prossimità del Rio Agar de lis Tais. La discesa richiede attenzione per la presenza di terreno inclinato, pietre e fondo irregolare.
Forc Pedot segna l’inizio della discesa verso gli stavoli e le borgate situate sopra Dogna.
25 Da Forc Pedot al Rio Agar de lis Tais
Da Forc Pedot il percorso continua in discesa lungo il CAI 425a.
Il sentiero perde quota nel bosco e raggiunge il Rio Agar de lis Tais.
L’attraversamento del rio avviene in un ambiente incassato e ombreggiato, caratterizzato da vegetazione fitta e terreno naturale.
Superato il corso d’acqua, il tracciato raggiunge il raccordo con il CAI 427, conosciuto anche con il nome di La Scjalinone.
26 Dagli Stavoli di Sopra agli Stavoli Marcon
Seguendo il CAI 427, il percorso raggiunge gli Stavoli di Sopra.
Il terreno alterna vecchie mulattiere, sentieri boschivi e prati attorno agli stavoli. Si tratta di un paesaggio culturale tipico della Val Dogna, formato da piccoli edifici rurali, terrazzamenti e radure un tempo utilizzate per il pascolo e la raccolta del fieno.
Il tracciato continua quindi verso gli Stavoli Marcon, situati attorno ai 1.000 metri di quota.
Questo settore presenta una successione di brevi salite e discese su fondo naturale, con tratti nel bosco e aperture panoramiche verso la valle.
27 Dagli Stavoli Marcon alle Case Trogul
Dagli Stavoli Marcon il percorso prosegue verso le Case Trogul, seguendo il sistema di sentieri e mulattiere locali.
Il terreno alterna prato, sentiero boschivo e strada forestale. Le pendenze diventano progressivamente meno marcate avvicinandosi alle case.
Le Case Trogul rappresentano uno degli insediamenti rurali storici situati sul versante settentrionale della Val Dogna.
Da qui il percorso entra nella parte finale della discesa verso il fondovalle.
28 Da Case Trogul a Costa Molino
Da Case Trogul il percorso continua sul CAI 427 verso Costa Molino, conosciuta anche come Costamolino.
Il collegamento attraversa boschi, radure e strade forestali.
Il terreno diventa progressivamente più largo e regolare. Si alternano sterrato compatto, brevi tratti cementati e segmenti di viabilità locale.
Costa Molino si trova attorno agli 800 metri di quota e rappresenta uno degli ultimi nuclei attraversati prima della discesa verso Dogna.
29 Da Costa Molino a Plagnis
Da Costa Molino il percorso prosegue lungo una strada forestale caratterizzata da alcuni saliscendi.
Il tracciato raggiunge la frazione di Plagnis, anch’essa posta poco sotto gli 800 metri di quota.
Il settore è prevalentemente corribile, con fondo sterrato e tratti di viabilità locale.
Da Plagnis si apre la discesa conclusiva verso il fondovalle e l’abitato di Dogna.
30 Da Plagnis a Dogna
Da Plagnis il percorso scende verso Dogna lungo una strada locale stretta e ripida.
Il fondo alterna asfalto e cemento. La pendenza permette una discesa veloce, ma richiede controllo nelle curve e nei segmenti più ripidi.
Scendendo, la visuale si apre sul Canal del Ferro e sull’abitato di Dogna.
Il percorso raggiunge infine il centro del paese, situato a circa 430 metri di quota.
Dogna rappresenta il punto di collegamento tra il grande anello delle Alpi Carniche orientali e la seconda parte del percorso, coincidente con la Jôf Trail.
Il percorso della Jôf Trail
Da Dogna comincia la seconda parte dell’anello, che coincide con il percorso della Jôf Trail 31 ed è anche la prima parte della Montasio 55.
01 Da Dogna a Chiout Pupin
Da Dogna il percorso imbocca il CAI 602 e comincia immediatamente a guadagnare quota.
Si lascia il fondovalle del Canal del Ferro e si sale verso la piccola frazione di Chiout Pupin.
La salita si sviluppa inizialmente lungo un’antica mulattiera nel bosco. Il fondo presenta gradini naturali, pietre, radici e alcuni passaggi stretti.
La pendenza è sostenuta fin dai primi chilometri e permette di guadagnare rapidamente quota sopra l’abitato di Dogna.
Il bosco è composto prevalentemente da pino nero, faggio e abete rosso. Alcune aperture nella vegetazione permettono di osservare il fondovalle e le montagne del versante opposto.
02 Da Chiout Pupin al Clap Forât
Superato Chiout Pupin, il CAI 602 continua verso il Clap Forât.
La salita attraversa un settore boschivo e roccioso. Il sentiero utilizza antiche mulattiere, passaggi sotto pareti e segmenti ricavati lungo i pendii.
Lungo il percorso si incontrano una passerella metallica, affioramenti rocciosi e tratti a ridosso delle pareti del Clap Forât.
Il fondo alterna terra, pietre, radici e gradini naturali. Le pendenze rimangono sostenute e richiedono una progressione regolare.
Salendo, il bosco cambia gradualmente aspetto e lascia spazio a zone più aperte e panoramiche.
03 Dal Clap Forât alla Forcella Mincigos
Superato il settore del Clap Forât, il percorso continua sul CAI 602 verso la Forcella Mincigos.
Il sentiero attraversa un ambiente di transizione tra il bosco e i pendii alpini superiori.
Il fondo è composto da terra, pietre e tratti erbosi. La salita mantiene una pendenza significativa.
La Forcella Mincigos, posta a 1.488 metri di quota, rappresenta un importante punto di passaggio lungo la dorsale settentrionale della Val Dogna.
In corrispondenza della forcella si incontra il bivio con il CAI 602a. Il percorso continua invece sul CAI 602 principale in direzione del Cuel Formian e dello Jôf di Dogna.
04 Da Forcella Mincigos al Cuel Formian
Dalla Forcella Mincigos il percorso costeggia il Cuel Formian, rilievo che raggiunge circa 1.627 metri di quota.
Il terreno diventa progressivamente più alpino. Il bosco si dirada e lascia spazio a pendii erbosi, mughi, rocce affioranti e vecchie mulattiere militari.
Il sentiero alterna tratti in salita, brevi traversi e passaggi su fondo irregolare.
La visuale si apre sulla Val Dogna, sul Canal del Ferro e sulle montagne circostanti.
Il passaggio presso il Cuel Formian introduce alla parte più elevata e tecnica della salita allo Jôf di Dogna.
05 Dal Cuel Formian allo Jôf di Dogna
Il percorso continua sul CAI 602 e sale verso lo Jôf di Dogna.
La salita si sviluppa su terreno alpino, alternando pendii erbosi ripidi, mughi, roccette e antiche mulattiere militari.
Il fondo è irregolare e richiede attenzione, con continui cambi di pendenza e brevi segmenti nei quali il sentiero attraversa il versante.
Lo Jôf di Dogna, con i suoi 1.961 metri, costituisce il punto più elevato dell’intero anello.
La cima offre un’ampia visuale sulla Val Dogna, sul Canal del Ferro, sulle Alpi Carniche e sui principali gruppi delle Alpi Giulie.
Il passaggio sullo Jôf di Dogna rappresenta uno dei momenti più spettacolari e tecnicamente significativi dell’Alpe Adria Ultra e della Jôf Trail.
06 Dallo Jôf di Dogna alla cresta nord-orientale
Dalla cima dello Jôf di Dogna il percorso continua lungo il CAI 602 seguendo la cresta nord-orientale.
Il tracciato raggiunge una quota di circa 1.863 metri e prosegue lungo un sistema di antiche mulattiere militari.
Il terreno alterna tratti erbosi, roccette, mughi e passaggi a mezza costa.
La progressione lungo la dorsale offre continue visuali sulle vallate circostanti e sulle montagne della Val Canale.
Il percorso passa quindi sotto il Monte Schenone, entrando in uno dei settori più caratteristici della traversata.
07 Passaggio sotto il Monte Schenone
Il CAI 602 attraversa il costone meridionale del Monte Schenone a una quota di circa 1.807 metri.
Il percorso segue un sistema di cenge e mulattiere militari ricavate sul versante.
Il terreno alterna traversi erbosi, roccette, pendii inclinati e brevi passaggi tra i mughi.
Il Monte Schenone domina la parte centrale della Val Dogna e rappresenta uno dei rilievi più riconoscibili della dorsale.
Il tracciato prosegue verso il bivio con il CAI 601, posto a circa 1.720 metri di quota.
08 Dal bivio CAI 601 al Clap del Jovel
Dal bivio con il CAI 601 il percorso continua verso la selletta a sud del Clap del Jovel, posta a circa 1.775 metri.
Il tracciato attraversa il settore meridionale del rilievo seguendo la mulattiera alta e il CAI 602.
Il terreno alterna sentiero erboso, tratti tra i mughi e fondo pietroso.
La zona conserva numerose opere militari, tra cui resti di postazioni, ricoveri e strade costruite durante la Prima guerra mondiale.
Il passaggio sotto il Clap del Jovel conclude la lunga traversata in quota iniziata sullo Jôf di Dogna.
09 Dal Clap del Jovel a Sella Bieliga
Dal settore del Clap del Jovel il percorso comincia a perdere quota verso Sella Bieliga.
La discesa alterna sentiero nel bosco, prati, mughi e tratti di mulattiera militare.
Avvicinandosi alla sella, il terreno diventa progressivamente più aperto e regolare.
Sella Bieliga, posta a 1.479 metri di quota, è un ampio avvallamento prativo compreso tra il Monte Schenone e il Monte Sechieiz.
La sella separa la Val Dogna dalla Val Canale e rappresenta uno dei principali nodi sentieristici della dorsale.
Nell’area sono presenti numerosi resti di opere militari e vecchi collegamenti forestali.
10 Da Sella Bieliga a Casera Bieliga
Da Sella Bieliga il percorso comincia la lunga discesa verso la Val Dogna.
Il tracciato utilizza inizialmente alcuni tratti della strada forestale e della rete collegata al CAI 603.
Il fondo è ampio e generalmente regolare, alternando strada militare, sterrato e brevi segmenti cementati.
La discesa raggiunge il settore di Casera Bieliga, situato attorno ai 1.400 metri di quota.
Da qui il percorso si raccorda al CAI 601b, proseguendo verso Chiout.
11 Da Casera Bieliga a Chiout
Il CAI 601b collega il settore di Casera Bieliga con Chiout, posto a circa 838 metri di quota.
Il sentiero si sviluppa per circa 4,7 chilometri e perde approssimativamente 600 metri di quota.
Il fondo è prevalentemente forestale, con tratti di strada militare, piste cementate e mulattiere.
La pendenza rimane significativa per lunghi segmenti. Nei punti in cui il sentiero taglia i tornanti della strada, il fondo diventa più ripido e naturale.
La discesa attraversa boschi e radure, offrendo visuali sulla parte interna della Val Dogna.
Il percorso raggiunge infine la frazione di Chiout.
12 Da Chiout a Pleziche
Da Chiout il percorso continua lungo la viabilità locale verso Pleziche, posta a circa 815 metri di quota.
Il fondo alterna asfalto locale, cemento e brevi segmenti sterrati.
La pendenza è moderata e permette una progressione regolare dopo la lunga discesa da Sella Bieliga.
Pleziche rappresenta il punto di ingresso in un antico collegamento tra gli stavoli della Val Dogna e il settore del Rio Montasio.
13 Da Pleziche agli Stavoli di Rio Montasio
A Pleziche il percorso imbocca una traccia storica, ripristinata e resa nuovamente percorribile dall’organizzazione.
Il sentiero attraversa un settore poco frequentato della Val Dogna, caratterizzato da boschi, rii e antichi insediamenti rurali.
Il fondo è completamente naturale e alterna terra, radici, pietre, brevi attraversamenti di corsi d’acqua e tratti tra la vegetazione.
Il percorso raggiunge gli Stavoli di Rio Montasio, antico nucleo rurale collocato lungo il versante.
L’ambiente conserva il carattere autentico delle alte borgate della Val Dogna, un tempo collegate da una fitta rete di sentieri utilizzati per il pascolo e le attività forestali.
14 Dagli Stavoli di Rio Montasio agli Stavoli Rive de Clade
Dagli Stavoli di Rio Montasio il percorso continua verso gli Stavoli Rive de Clade.
Il terreno alterna sentiero boschivo, prati, antiche mulattiere e brevi saliscendi.
La zona è appartata e immersa nella vegetazione, con aperture che permettono di osservare i versanti del Montasio e dello Jôf di Sompdogna.
Gli Stavoli Rive de Clade rappresentano l’ultimo nucleo rurale attraversato prima dell’ultima grande salita dell’anello.
15 Dagli Stavoli Rive de Clade al CAI 651
Superati gli stavoli, il percorso si raccorda al CAI 651.
Il sentiero comincia a risalire verso la parte alta della Val Dogna e il Laghetto di Sompdogna.
La salita attraversa boschi di faggio, abete e larice. Il fondo è prevalentemente forestale, con terra, radici, pietre e alcuni segmenti più ripidi.
La pendenza è costante e permette di guadagnare progressivamente quota.
Dopo la lunga discesa da Sella Bieliga, questa salita rappresenta l’ultimo grande impegno altimetrico dell’intero percorso.
16 Salita al Laghetto di Sompdogna
Seguendo il CAI 651, il percorso raggiunge il Laghetto di Sompdogna, posto a circa 1.442 metri di quota.
Il lago si trova in una piccola conca circondata da larici, poco sopra la Sella di Sompdogna.
L’ambiente è caratterizzato da prati, boschi radi e ampie visuali sulle montagne della Val Saisera e della Val Dogna.
In prossimità del laghetto sono presenti resti di trincee, postazioni e alloggiamenti militari.
Il terreno torna progressivamente più scorrevole, alternando sentiero, prato e carrareccia.
Il passaggio presso il Laghetto di Sompdogna rappresenta uno dei momenti paesaggisticamente più suggestivi della parte finale.
17 Dal Laghetto di Sompdogna al Rifugio Fratelli Grego
Dal laghetto il percorso continua sul CAI 651 verso il Rifugio Fratelli Grego.
Il rifugio è situato a 1.389 metri di quota, in una radura sulle pendici orientali dello Jôf di Sompdogna.
Il collegamento tra il lago e il rifugio è breve e si sviluppa su terreno generalmente agevole, alternando carrareccia, sentiero e prati.
Il Rifugio Grego offre una spettacolare visuale sulle pareti settentrionali dello Jôf di Montasio e sulle cime della Val Saisera.
Dopo la lunga traversata dello Jôf di Dogna e la risalita dal fondovalle, il rifugio introduce alla discesa conclusiva verso l’arrivo.
18 Dal Rifugio Fratelli Grego alla Val Saisera
Dal Rifugio Grego il percorso imbocca la discesa diretta verso la Val Saisera lungo il CAI 611.
La cosiddetta direttissima scende nel bosco con pendenza sostenuta.
Il fondo è naturale e alterna terra, radici, pietre e gradini.
La discesa richiede attenzione, soprattutto dopo molte ore di gara, ma consente di perdere rapidamente quota verso il fondovalle.
Il bosco è fitto e ombreggiato. Avvicinandosi alla Val Saisera, la pendenza diminuisce progressivamente e il sentiero si raccorda con la viabilità forestale.
Il percorso raggiunge il fondovalle nei pressi di Malga Saisera, situata a circa 1.004 metri di quota.
19 Da Malga Saisera al Kile Alpine Resort
Raggiunto il fondovalle, il percorso si raccorda alle piste forestali e ai tracciati locali della Val Saisera.
Il terreno torna progressivamente più largo e corribile. Il fondo alterna sterrato compatto, brevi segmenti erbosi e strade di servizio.
L’ultima parte attraversa il grande ambiente forestale della Val Saisera, accompagnando i concorrenti verso il Race Hub.
Le pareti del Montasio e dello Jôf Fuart dominano il paesaggio, mentre il percorso segue il fondovalle fino al Kile Alpine Resort.
Il passaggio sotto l’arco di arrivo conclude il grande anello dell’Alpe Adria Ultra.
L’itinerario ha attraversato boschi, malghe, antiche borgate, conche alpine, strade militari, valloni, forcelle, ghiaioni e dorsali panoramiche, collegando in un unico percorso la Val Saisera, Valbruna, Malborghetto, Passo Pramollo, la Val Aupa, la Val Alba, Dogna e la dorsale dello Jôf di Dogna.
Un viaggio completo attraverso le Alpi Carniche orientali e le Alpi Giulie, costruito lungo sentieri storici e territori diversi, uniti da un tracciato continuo, impegnativo e profondamente rappresentativo dell’Alpe Adria.